Dagli scarti al successo: studentessa italiana inventa etichette e packaging per il vino partendo da raspi e vinacce

Troppo spesso finiamo per guardare lontano alla ricerca di persone o progetti che con le loro storie possano essere di esempio e stimolo, senza accorgerci di quello che in realtà sta facendo l’amica (o l’amico) di sempre,  proprio a un passo dal nostro naso. La storia di oggi parla di Ludovica Cantarelli (una cara amica, ndr.), che ha dato vita al progetto Wine matters.

Ludovica, Lulu per gli amici, dopo la laurea triennale in Ingegneria dei materiali al Politecnico di Milano, si è laureata lo scorso luglio in Material futures alla Central Saint Martins di Londra.

Questo slideshow richiede JavaScript.

«Dovevo fare il progetto di tesi del master. In realtà ho sempre voluto lavorare coi tessuti ma poi mi sono detta: perchè non provare qualcosa di diverso?» Nella scelta del ‘qualcosa di diverso’ ha giocato un ruolo fondamentale il fatto che entrambi i suoi genitori abbiano un’azienda vinicola. «Mio papà un giorno mi ha spedito a Londra delle grandi scatole piene di scarti della vinificazione (raspi e vinacce), come le ho aperte mi è arrivato addosso un odore così intenso che mi ha ricordato subito la mia infanzia passata a giocare in cantina tra le botti e che stando all’estero non sentivo da tanto, è stato veramente emozionante.» A questo si è aggiunta un’altra ‘passione’:  «Ho sempre voluto lavorare con materiali di scarto, organici e naturali ed è così che ho iniziato a giocare coi raspi e le vinacce, a sperimentare, a cambiargli forme e dimensioni, a processarli e unirli con altri materiali.»

In questa fase non sapeva ancora cosa ne sarebbe venuto fuori dal suo lavoro ma, racconta, «mi piaceva l’idea di circolarità e così ho pensato di riportare il mio prodotto nel suo settore originario, quello del vino.  Ho constatato che il mercato dei vini biologici è in crescita mentre è assente l’idea di un packaging ecologico e ho sentito il bisogno di dare coerenza a questo prodotto, ma, avendo dei limiti chimici relativamente al tappo e alla bottiglia – che devono essere realizzati con materiali che rispettino determinate normative ho pensato all’etichetta e alle scatole.»

ludovica2-e1539293608984.jpg

Le difficoltà non sono mancate, «come quando ho trovato il primo prototipo ammuffito e ho capito che, lavorando con materiali organici, uno dei primi problemi da risolvere era loro durabilità», ma per fortuna sono state compensate dalle soddisfazioni avute dopo l’esposizione finale nella sua università. È stata contattata sia da aziende vinicole che produttrici di packaging, è stata invitata a partecipare al London Design Festival ed ha esposto alla Dutch Design Week. Infine, ma non per importanza, è stata contattata dal Victoria and Albert Museum per esporre i suoi pezzi durante una mostra sul cibo che avrà luogo nel 2019.

La prossima sfida? «Portare una cosa così artigianale fuori dalla mia stanzetta-laboratorio scalando la produzione e meccanizzando il processo.»    

Aloisia M.

© Credit immagini: Curtesy di Ludovica Cantarelli

 

Un pensiero su “Dagli scarti al successo: studentessa italiana inventa etichette e packaging per il vino partendo da raspi e vinacce

  1. First of all I want to say great blog! I had a quick question that I’d like to ask if you don’t mind.
    I was curious to find out how you center yourself and clear your
    mind prior to writing. I have had a hard time clearing my thoughts in getting my thoughts
    out. I truly do enjoy writing however it
    just seems like the first 10 to 15 minutes tend to be lost simply just trying
    to figure out how to begin. Any ideas or hints?
    Cheers!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.