«Avere buoni vicini di casa è come avere una casa più grande» recita un detto cinese. Tuttavia, soprattutto nelle grandi città, è sempre più difficile non solo fare rete nel proprio quartiere ma anche semplicemente conoscere i vicini. In un mondo iper-connesso è quasi paradossale: grazie ai social network sappiamo forse di più della vita dell’australiano conosciuto in vacanza dieci anni fa e mai più rivisto, rispetto al dirimpettaio che incontriamo tutti i giorni sulle scale.

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Per fortuna c’è chi ha avuto una bella idea: creare app e siti per mettere in contatto gli abitanti del quartiere. Così è nata Nextdoor, prima in America, poi in Europa e da qualche mese in Italia. Similmente ha preso forma un’idea tutta italiana, ViciniMiei, creata da Giulia Buffa, ventisettenne fiorentina, dopo aver vissuto in giro per l’Europa.

Le due piattaforme funzionano in maniera simile: gratuite, senza pubblicità né profili falsi. Gli utenti infatti si iscrivono con nome, cognome e indirizzo, dati che vengono verificati con varie modalità, come la geolocalizzazione. Una volta iscritti, si utilizza la vicinimiei.it_02_quartiere.jpgpiattaforma nei modi più svariati: chiedere consigli, organizzare eventi, creare gruppi per vedere una mostra o allenarsi insieme. Si possono anche risolvere problemi pratici come trovare una babysitter o liberarsi di un vecchio divano da sostituire. A tal proposito, Nextdoor ha lanciato il Green Friday: si incentiva nel giorno del Black Friday il dono e scambio di oggetti obsoleti tra vicini perché, come osserva Amedeo Galano, Head of Community di Nextdoor Italia, «un oggetto che non è più utile per qualcuno può esserlo invece per qualcun altro».

Caratteristica fondamentale di entrambe le app è l’adattabilità alle esigenze degli utenti. Galano la definisce «modalità di co-creazione», perché ognuno può dare il suo contributo e migliorare il sito. La fondatrice di ViciniMiei sottolinea invece come grazie a questa elasticità «ogni quartiere crea la sua identità, a partire dalle esigenze e modalità di utilizzo del sito degli utenti.»

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Nextdoor è già attivo in molte città, quali Milano, Roma, Bologna, Torino e Bari. ViciniMiei invece per ora è partito da Milano, con oltre centocinquanta quartieri collegati. Insomma, fatevi avanti e iscrivetevi alle piattaforme perché, con le parole di Giulia: «Un quartiere collegato non è solo un quartiere dove viviamo bene, ma anche luogo con maggiori scambi interculturali e intergenerazionali, apertura mentale; un luogo dove ci sentiamo a casa». Una grande casa, come dicono a Oriente.

Carolina S.

© Credit immagini: Courtesy di Bpress e Giulia Buffa

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