Nel 1958 Aldo Moro introdusse in Italia l’educazione civica nelle scuole medie e superiori: oggi questa materia è inserita tra le ore di storia e geografia e purtroppo spesso non le si dedica la giusta attenzione. Tuttavia, in una società dove sono sempre più frequenti episodi di noncuranza nei confronti della Cosa Pubblica, educare al bene comune i ragazzi sembra essere fondamentale.

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Per questo motivo, una delegazione di sindaci con a capo il sindaco di Firenze, Dario Nardella, con il sostegno dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), ha depositato una proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre un’ora alla settimana di educazione alla cittadinanza, come materia curricolare con votazione autonoma, per tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Il programma andrebbe oltre il semplice studio della Costituzione e dei principi giuridici fondamentali: comprenderebbe il recupero del valore della Memoria, l’educazione a un corretto utilizzo della rete internet, per gestire, ad esempio, cyber-bullismo e fake news, e lezioni sulla tutela ambientale per insegnare comportamenti ecosostenibili.

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L’iniziativa è stata accolta da politici di schieramenti differenti perché, come dice Nardella, «è un obiettivo che raccoglie il bisogno di spirito civico sentito da ogni sindaco e ogni comunità». Tra i firmatari, il sindaco di Roma Virginia Raggi che commenta «questa iniziativa […] rappresenta un efficace punto di partenza nella costruzione di una nuova idea di cittadinanza» e il sindaco di Milano Giuseppe Sala che definisce la proposta «una opportunità per aiutare i nostri ragazzi a formare un senso critico e a capire quanto la cura del luogo in cui abitano e il rispetto delle regole di convivenza siano fondamentali per essere veramente dei buoni cittadini».

Ma non sono coinvolti solo i politici: Parliamone!, gruppo di universitari appassionati di politica, ha lavorato in maniera del tutto autonoma e indipendente su una proposta di legge molto simile a questa, per rispondere al bisogno manifestato dai giovani di un riavvicinamento con la politica. Il gruppo, nato a maggio 2018 da un’idea di Luca Foschi, assessore alla cultura del Municipio 1 di Milano, e coordinato da Stefano Mazzola, si è confrontato ad ottobre in Senato a un convegno sul tema presentando il proprio lavoro. Successivamente, ha aderito alla proposta dell’ANCI.

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Chi volesse sostenere la proposta di legge può presentarsi in Comune munito di carta d’identità e firmare entro il 30 novembre, in modo da raggiungere le cinquantamila firme necessarie per il deposito in Parlamento.

Per chi volesse approfondire, qui un breve video che spiega la proposta.

Ecco qui la mappa dei comuni aderenti con indirizzi e orari per andare a firmare.

 

 

 

Carolina S.

© Credit immagini: link + link + link e Courtesy di Stefano Mazzola

 

 

 

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