Margherita Nardone è scomparsa il 6 agosto 2017 in un tragico incidente in montagna, nel bresciano, dove si trovava in escursione con il fidanzato. I suoi amici la descrivono come una ragazza gioiosa, entusiasta e spesso goffa, che si cimentava nelle attività più disparate: dalla vela al teatro, dal volontariato agli scout, dal lavoro all’università.

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Dal ricordo della sua grande energia e passione è nata l’associazione Margherone fa cose. Ho incontrato il fratello e presidente Federico.

Camilla Canale: Chi era Margherita?

Federico Nardone: «Margi era una persona innamorata degli altri e la prendevamo in giro a casa perché faceva più attività sociali che casalinghe. Quando mancava il latte in casa e lei doveva comprarlo, per esempio, se ne dimenticava perché era alla casa famiglia di Villa Glori».

CC: Perché il nome Margherone fa cose?

FN: «All’inizio la chiamavamo Margherone Nardita – da un gioco di parole del suo nome e cognome – poi visto che faceva tantissime cose, scout, teatro, volontariato e università, è nato Margherone fa cose».

CC: Qual era la sua idea di fare del bene?

FN: «Era esattamente il contrario di quella che è un’associazione (ride). Margi adorava fare del bene in silenzio e per questo pochi sapevano che faceva così tanta attività sociale».

CC:Com’è nata l’associazione?

FN: «Dai nostri genitori. Io all’inizio ero contrario. Fondare un’associazione di questo tipo significa assumersi un grande impegno. Quando aiutiamo una famiglia in difficoltà, per esempio, la mia paura è di non riuscire a dare il supporto promesso».

CC: Perché hai cambiato idea?

FN: «Mi hanno convinto mamma e papà. L’idea di Margi era amare gli altri. Lei era profondamente innamorata degli altri. Mi sono detto: se Margi ci riesce perché non posso riuscirci io?».

CC: …e ci riesci?

FN: «per il momento sì (ride). Riusciamo a mantenere le promesse, poi vediamo come andrà».

CC: Qual è il vostro motto?

FN: «Donare briciole di felicità. Non siamo una grande associazione e non aspiriamo a diventare la Caritas o l’Unicef. La comunità dove viviamo, Roma Nord, ha bisogno di piccoli gesti di quotidiana benevolenza».

CC: Di cosa vi occupate in particolare?

FN: «Sovvenzioniamo, per esempio, un corso di Musico-Arte Terapia della casa famiglia di Villa Glori, aiutiamo le famiglie bisognose e collaboriamo con Agape e Jandira a livello internazionale».

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CC: Come possiamo partecipare ai vostri eventi?

FN: «Siete tutti i benvenuti sul nostro sito dove pubblicheremo le nostre attività future, eventi e progetti».

CC: Complimenti!

FN: «Vorremmo ringraziare gli associati, gli amici di Margi e i donatori. In particolare, Francesca Petrucci, Filippo Coen, Donatella Galterio e Paola Cardelli che hanno raccolto e donato all’Associazione più di quattro mila euro. Grazie anche al Polo Positivo per averci fatto raccontare la nostra storia».

 

Siamo grati di raccontare questa storia, esempio di vita e speranza.

Camilla C.

© Credit immagini: linkCourtesy di Federico Nardone

 

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