Gaudenzio Ferrari è stato uno degli artisti simbolo del Cinquecento lombardo e piemontese, maestro del Rinascimento dal linguaggio semplice, teatrale e devozionale – l’uomo dei sentimenti. Ecco quattro motivi per non perdersi la mostra sul Rinascimento di Gaudenzio Ferrari, curata da Giovanni Agosti, Gianni Romano e Jacopo Stoppa.

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1- Cento opere e numerosi prestiti internazionali: per la prima volta dal 1956 viene realizzata una mostra che copra l’intera parabola dell’artista, permettendo di scandire la sua carriera, di risolvere alcuni problemi di autografia e di ottenere nuove informazioni sulle sue modalità̀ di lavoro.

2- Tre sedi per tre atti: non un solo luogo, l’esposizione coinvolge tre città del Piemonte: Varallo, Vercelli e Novara, per raccontare le stagioni della vita creativa di Gaudenzio nelle zone in cui ha vissuto. Un’occasione per visitare anche una serie di luoghi ospitanti i capolavori inamovibili: dal Sacro Monte di Varallo, ai cicli di affreschi di Vercelli, alle statue, presenti in tutte e tre le sedi espositive, il percorso si configura come un progetto di rete culturale che mette insieme arte, architettura, ambiente, paesaggio e tradizioni dei territori in essa coinvolti.

3- Attori del progetto sono stati in massima parte giovani universitari: studenti, specializzandi, dottorandi, che hanno scritto le schede del catalogo, progettato la grafica, cartacea e digitale, e che si sono scambiati pareri e idee in un cantiere indimenticabile.

4- Un’esperienza completa sull’artista: il progetto è strutturato in modo da garantire al visitatore di ciascuna sede una conoscenza completa e significativa della parabola di Gaudenzio anche con la fruizione di una sola delle mostre.

L’augurio è che questa mostra possa essere un’occasione preziosa di scoperta e valorizzazione di un territorio ricco di un importante patrimonio storico e artistico attraverso il linguaggio emozionale della pittura gaudenziana, che è tra le più inarrestabili!

Varallo – Vercelli – Novara

fino al 1 luglio 2018 | fino al 16 settembre a Varallo

Laura  C.

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