Si è già parlato del rapporto fra arte e social, soprattutto andando a scoprire quali sono gli artisti contemporanei che, utilizzando tali media, danno ancora più visibilità alle loro opere e ai loro lavori. Ora però desidero proporre un’esperienza personale che mi è capitata qualche giorno fa e che mi ha fatto non solo riflettere, ma anche sorridere.

Stavo scorrendo le stories di Instagram quando mi sono imbattuto in un sondaggio dal titolo Più arte sui social. Ovviamente rispondo positivamente e, pochi istanti dopo, mi arriva un messaggio che mi fa scoprire che si trattava di un’iniziativa alla quale si doveva aderire facendosi suggerire il nome di un artista e pubblicando una sua opera, riattivando il sondaggio. Così ho fatto e, per buona parte della giornata, allo stesso modo ho proposto artisti ai miei followers. Si è così attivata una sorta di lunga catena fra i miei amici e i loro conoscenti, che la mattina seguente non si era ancora spezzata.

Tutto ciò potrà apparire come una banalità, ma in realtà è tutto il contrario. Come molte iniziative simili, l’origine è sconosciuta e sempre lo sarà, ma ciò che conta è che qualcuno abbia avuto quest’idea e che abbia deciso di utilizzare intelligentemente i social per proporla e diffonderla. Così, almeno per un giorno, quelli che vengono definiti come ‘canali del superfluo’, sono diventati ‘canali del bello’ che, chissà, forse hanno anche permesso a qualcuno di scoprire un artista sconosciuto fino a quel momento.  Magari hanno permesso di entrare in contatto con la bellezza in una delle sue forme più pure. Magari hanno permesso di incontrare, se volete, semplicemente l’Arte.

Diego D.

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