Negli ultimi tempi tutti noi siamo più sensibili alla cura e al rispetto dell’ambiente: grazie a campagne di sensibilizzazione sempre più accattivanti cerchiamo di dare il nostro contributo. Il plogging è una di queste proposte.

Il termine deriva dall’unione del verbo svedese plocka upp, cioè raccogliere, e jogging.

… Avete capito?

Si tratta di coniugare la corsa con la raccolta dei rifiuti che si trovano lungo l’itinerario percorso, che vengono recuperati e portati con sé. Il risultato è un lavoro di allenamento dell’intera muscolatura che regala benessere sia al proprio corpo che agli spazi che ci circondano!

Il plogging in Svezia è diventato una disciplina strutturata nel 2016, con una propria pagina Facebook di riferimento. Alla fine dello scorso anno ha cominciato a diffondersi anche in altri Paesi, a cominciare dalla Germania, fino ad arrivare negli Stati Uniti.  Un ruolo importante per la diffusione di questo sport è giocato dai social network che hanno contribuito a renderlo virale.

In Italia, un gruppo di ragazzi pugliesi ha scelto il sito di Balsignano, in provincia di Bari, per dare il via alla promozione di questa attività. Il prossimo 29 aprile, infatti, il plogging sbarcherà in questo territorio.

ll principio alla base è in effetti semplice: si corre con un paio di guanti protettivi e, quando capita di avvistare cartacce, bottiglie, lattine o altri oggetti abbandonati, ci si ferma a raccoglierli e si portano con sé, sempre a passo di corsa. Naturalmente, nel giro di poco tempo, il nostro sacchetto da immondizia aumenta di volume e di peso, complicando la regolarità della corsa e rendendola ancora più sfidante. Il risultato è simile a quello degli allenamenti HIIT (High Intensity Interval Training).

Pensando alle condizioni di degrado in cui versano tanti splendidi luoghi del nostro Paese, è facile immaginare che anche in Italia ai plogger non mancherà lavoro da fare.

Giulia V.

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