Un ristorante elegante, hai settant’anni, tuo marito e il suo socio si dichiarano innamorati e vogliono sposarsi.

Così ha inizio Grace&Frankie, una comedy brillante, solida e ben scritta da Marta Kauffman che, dopo il successo di Friends, riconferma la sua capacità nel creare serie al passo coi tempi e forse un po’ più avanti.

Si avvicina pericolosamente al limite del dramma, senza mai superarlo, affrontando temi quali l’amore, l’adozione e la vecchiaia. Una vecchiaia, sconvolta sul nascere da questa notizia inaspettata: la dichiarazione d’amore di Robert e Sol, rispettivi mariti di Grace, donna austera, maniaca del controllo e vodka friendly, e Frankie, hippie nostalgica, momentaneamente pittrice, che fuma erba per casa e confeziona peyo-tea. Due donne diametralmente opposte in tutto e costrette, per la scelta dei mariti, a doversi trasferire insieme nella luminosa casa sulla spiaggia, comprata in comune anni prima.

La vecchiaia è la protagonista assoluta, vista in un’ottica positiva, come periodo nuovo della vita. È un momento fecondo di scelte e cambiamenti, in cui si è ancora capaci di innamorarsi e creare, cambiando le sorti della propria vita, anche quando tutto sembra andare storto.

Quello di Grace&Frankie è un messaggio positivo autentico, non è una ‘felicità discount’. Troppo spesso siamo bombardati da questo tipo di felicità superficiale e scarna di qualsivoglia intelligenza. Dovremmo imparare a capire che la serenità può essere conquistata anche attraverso il fallimento, la rinuncia e tutti quei bellissimi piccoli disastri che ci succedono.

Così, Grace, Frankie e tutta la combriccola, mostreranno come tirarsi su le maniche e non arrendersi, perché anche nei momenti più difficili ci saranno sempre una spiaggia, un drink, una famiglia o un’amicizia.

Sara P.

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