Il corpo ci parla, ma spesso non sappiamo ascoltarlo. Ci dà indizi su come si sente, come si trova in un ambiente e come somatizza la realtà che ci circonda. Studiare una materia senza passione, svolgere un lavoro che non ci soddisfa, circondarsi di persone che non ci fanno sentire adeguati: il nostro corpo percepisce tutte le cattive vibrazioni anche se cerchiamo di convincerci che vada tutto bene. La ragione vince spesso sull’istinto.

C’è chi però, come Emanuela, ha deciso di ribellarsi alla ragione e inseguire le sue passioni. Emanuela è una ragazza genovese dalla formazione e dal curriculum impeccabili: laurea in ingegneria edile, subito un contratto in una prestigiosa azienda, ma la consapevolezza di non ritrovarsi in un ambiente a lei affine.

Il suo corpo le parlava, cercava di farsi sentire: i primi sintomi di celiachia, la candida che persisteva e la scomparsa del ciclo. Da ragazza testarda e ambiziosa, che non vuole deludere nessuno – soprattutto i suoi genitori cosi orgogliosi di lei – ha paura di abbandonare questa realtà che sta costruendo per scegliere la vita che in fondo vorrebbe: cucinare, insegnare alle persone a preparare piatti sani e nutrienti.

Continua però con il suo lavoro e viaggia per il mondo: Milano, Londra, Sidney. I sintomi continuano e lo stato d’animo crolla, rischiando di sfociare in una forma di depressione. Alla fine dice «basta». Stop, bisogna cambiare il  passo, iniziare ad ascoltarsi.

Decide di realizzare la sua vera vocazione e cambiare vita per realizzare il suo sogno: il primo passo verso la felicità è stato aprire un blog di cucina: La rapa cruda, un contenitore di articoli e ricette dai sapori più variegati. Da lì ai primi cooking shows, alle prime collaborazioni e alle prime lezioni di cucina trascorrono giorni di duro lavoro. Entrano nella vita di Emanuela persone nuove, che la comprendono nel profondo e con le quali riesce a sconfiggere tutte le patologie che le frenavano la vita.

«Con il senno di poi…», ha ripetuto spesso durante la nostra conversazione, con il senno di poi sarebbe stato sufficiente ascoltare il proprio corpo per capire che qualcosa era da cambiare, che così non andava.

Abbiamo solo un corpo, una sola realtà di cui dobbiamo sentire il pieno possesso, anche se pensiamo di non avere e troppi sogni da far avverare e non dimenticare in un cassetto. Ricordiamoci di storie come questa quando abbiamo bisogno di una spinta di coraggio in più!

by @good_food_lab 

© Credit immagini: link 

Giulia V.