I giocattoli di plastica hanno invaso la vita dei bambini, insieme ai videogiochi e ai cellulari. Per cambiare direzione in Italia si stanno diffondendo i cosiddetti “asili a cielo aperto”, scuole materne in cui il valore primario è il contatto con la natura.

Il primo esempio è stato l’asilo nel bosco di Ostia Antica, aperto nel 2013 dall’Associazione Manes e l’Emilio con l’intesa dell’Istituto Comprensivo Amendola Guttuso. Questo prototipo di asilo all’aperto sta riscuotendo successo e il numero dei bambini iscritti cresce sempre di più. Richieste di un nuovo modello educativo sono nate anche in altre città italiane, tra cui Genova, Marina di Grosseto, Livorno, Sorrento e Napoli. Nel 2017, sempre a Ostia, ha aperto l’Asilo del Mare e a settembre aprirà un Asilo nel bosco anche a Bologna.

Quali sono i principi pedagogici alla base? Si potrebbe scrivere un libro a riguardo, come d’altronde è stato fatto: “L’asilo nel bosco. Un nuovo paradigma educativo” di Emilio Manes (26 febbraio 2016), che riassume tutto ciò che risulta sbalorditivo per chi ha in testa grembiuli e banchi di scuola tradizionali.

“Aiutami a fare da solo” è il motto della scuola montessoriana che invita all’educazione esperienziale e che sottolinea come il bambino apprenda e si sorprenda di ogni cosa: i fiori, gli alberi, le stagioni, le pozzanghere. I bambini imparano attraverso i propri sensi e la curiosità della scoperta di sé stessi durante le passeggiate: chi poco prima si inciampa, poco dopo comincia già ad arrampicarsi sugli alberi. Si parla quindi di un’educazione emozionale: i bambini imparano a capire come si sentono e a dare un nome alle loro emozioni; imparano l’empatia e la collaborazione: “si può vivere senza conoscere i logaritmi ma non senza le emozioni”, affermano i responsabili dell’asilo nel bosco di Ostia.

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Io faccio così #119″ – L’Asilo nel Bosco: crescere felicemente nella natura, Ostia, 2016

Al centro viene posto dunque il bambino, che con la sua curiosità, la sua voglia di scoprire e imparare viene accompagnato alla crescita. A differenza degli asili tradizionali la cui proporzione allievi-maestri è di 25:1, qui ogni bambino viene seguito secondo le sue specificità e le sue esigenze;  anche gli stessi educatori possono giovare dell’ambiente che li circonda, avvicinandosi all’archetipo del “maestro contadino”, o del “maestro navigatore”.

Tra cavilli burocratici e altre difficoltà da affrontare, i giovani maestri degli asili a cielo aperto non si tirano certo indietro, anzi, diffondono questo prototipo di istituzione in modo che educazioni come queste, volte alla salute del bambino, possano essere sempre più numerose nel nostro paese.

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Eugenia