Non so bene perché io abbia aspettato tanto prima di scrivere qualcosa su questo libro – che ho letto a febbraio 2025. Alcuni mesi fa ho avuto anche il privilegio di ascoltare l’autore dal vivo, per puro caso, e raccontare il suo libro a un pubblico internazionale. In questa occasione mi sono resa conto di cosa questo libro potesse significare per persone diverse, che potevano immedesimarsi nella storia del protagonista. Quindi.
Amici di una vita, di Hisham Matar, è un romanzo che parla di esilio, migrazione, identità e Storia. Il protagonista è Khaled, un ragazzo nato in Libia, che vuole studiare letteratura all’Università di Edimburgo. E’ spinto da una forte passione per le parole dello scrittore Hosam Zowa, che ascolta un po’ clandestinamente recitare uno dei suoi enigmatici racconti via radio, e dalla dedizione del padre che lavora in una scuola. Ritrovatosi nel Regno Unito il giovane incontra Mustafa, che diventerà uno degli amici di vita. A Londra la loro vita cambia per sempre: i due prendono parte alle manifestazioni contro Gheddafi nei pressi dell’ambasciata, insieme a un gruppo di protestanti pacifisti. Da questi fatti inizia il cuore del romanzo. Il dolore, la paura per sé stesso e per l’incolumità della sua famiglia, lontana in Libia, albergheranno nel cuore del giovane protagonista. Nonostante il forte legame che lo unisce al padre, Khaled cercherà in tutti i modi di proteggere la sua famiglia dalle sue scelte e da ciò che gli accade. In questo stato di agitazione interiore, gli amici di una vita saranno il rifugio per l’anima di Khaled e saranno gli unici a condividere il dolore per gli eventi personali e collettivi che si svolgono attorno ai personaggi. Concentrandosi sulle vicende di un giovane Khaled, il romanzo attiva gli eventi storici della rivoluzione e della guerra civile che sconvolsero la Libia dagli anni Ottanta.

Ciò che mi ha colpito profondamente della scrittura di Matar è il fatto che concili in modo tanto poetico e sublime le vicende di un gruppo di persone che si trovano nelle vicende della Storia loro malgrado. Probabilmente Matar prende ispirazione dalle sue vicende personali, in quanto il padre fu un aperto dissidente di Gheddafi e morì – da quanto è stato reso noto – come prigioniero politico. Ciononostante, Khaled-Hisham si distanzia dalla sua identità, dalle radici e dalla famiglia per assumere una nuova soggettività libera dalle forme imposte dalla comunità di nascita e, allo stesso tempo, imprigionata nelle proprie scelte.

《non mi sveglio la mattina pensando che sono Hisham, scrittore e libico》ha risposto l’autore, intervistato sulla natura dell’identità umana. E’ infatti l’identità, sia di Khaled che di Hisham, a essere fatta di moltitudini e complessità che si costruiscono ogni giorno e che cambiano perché condizionate dal contesto, dall’ambiente e dalla società, e dalla Storia, e perché sono proprie di un animale resiliente – l’essere umano.
Francesca Cesari
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