Dietro le quinte di “Amleto Principe dei Palazzi” 

Il 23 settembre scorso è andato in scena a Novara Amleto Principe dei Palazzi, uno spettacolo di Cabiria Teatro, scritto da Maurizio Patella e Mariano Arenella. 

Ho potuto osservare da vicino l’evoluzione del progetto perché ho avuto la fortuna di prendervi parte in qualità di assistente alla regia

Durante le settimane di prove precedenti al debutto, ho visto lo spettacolo prendere piano piano forma, ma andiamo con ordine.

I primi giorni di prove sono stati dedicati alla lettura del copione: questo momento è stato fondamentale perché gli attori, guidati dal regista, hanno avuto la possibilità di scambiarsi impressioni e suggestioni su scene, personaggi, relazioni e interazioni tra essi. È stato chiarito il tono dello spettacolo, così da lavorare avendo un obiettivo comune. 

Una volta che ciò che c’era da dire è stato detto, siamo passati alle prove in piedi. Gli attori hanno cominciato a familiarizzare con l’azione: in poche parole, si mette in scena il testo. In questa fase è importante, per gli attori, che la memoria delle battute sia ferrea, proprio perché vanno dette in azione. Senza contare il fatto che è proprio in questo momento che, oltre allo studio dello spazio e della sua gestione, viene aggiunto anche il lavoro sull’interpretazione. Insieme al regista sono state analizzate e studiate tutte le scene svariate volte per trovare la chiave interpretativa più funzionale.

Un passaggio ulteriore è avvenuto quando non abbiamo più lavorato sulle singole scene, ma lo spettacolo ha iniziato a unificarsi, diventando scorrevole e omogeneo. Perché ciò sia stato possibile, è stato necessario fare una serie di prove che in gergo vengono chiamate “filate”, ovvero quando lo spettacolo viene provato dall’inizio alla fine senza fermarsi (o almeno cercando di fermarsi il meno possibile). 

Parallelamente al lavoro di studio, interpretazione e messa in scena del testo, è stato curato anche il lato tecnico. Mi riferisco, in particolare, alla scelta di costumi, luci e musiche. Proprio sulle musiche vorrei soffermarmi un momento, infatti in questo spettacolo erano presenti dei brani cantati live da un giovanissimo trapper, Verse, i cui testi si appoggiano alle basi di Yungest Vite, altro giovane artista novarese.

Inoltre, sempre per quanto riguarda l’aspetto tecnico dello spettacolo, è stato necessario occuparsi delle scene in streaming. In questo, siamo stati supportati da professionisti del settore, che hanno curato il sito da cui sarebbero partite le dirette streaming e la regia delle scene stesse. 

Tutti gli elementi citati fin qui, sono stati assemblati al momento della prova generale, il giorno precedente al debutto. 

La prova generale è un momento davvero delicato: da un lato è una cartina tornasole che dice se tutto il lavoro fatto finora ha dato i suoi frutti, dall’altro se ci si accorge che qualcosa non va come dovrebbe/non è utile/non funziona, si è ancora in tempo per cambiare le carte in tavola. 

Infine, c’è la sera del debutto. Lì cambia tutto perché c’è un elemento che durante le prove non c’è mai stato e con cui tutti devono fare i conti: il pubblico. Voi, noi che andiamo a teatro e che interagiamo con lo spettacolo (in questo caso specifico, siamo proprio chiamati ad agire attivamente!). Ed è proprio il pubblico che modifica lo spettacolo e lo fa evolvere, lo fa crescere. 

La costruzione di uno spettacolo è un processo lungo e complesso, impossibile da restituire in poche righe. In questo articolo ho voluto semplicemente condividere con voi alcuni momenti di questa esperienza per me molto formativa e arricchente, con la speranza che questo viaggio dietro le quinte di Amleto Principe dei Palazzi sia piaciuto a voi tanto quanto è piaciuto a me.

Giulia Facchetti

Credits images: Cabiria Teatro

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