Diritti europei: il mio Erasmus+ in Lituania

Guardavo Alessandro, il mio compagno di viaggio, a metà tra l’ansia e la felicità di una nuova esperienza. Sono passati poco più di venti giorni. È il mio quinto Erasmus, mi aveva detto lui; qualcun’altro era al secondo, mentre altrə ormai sono veteranə e hanno iniziato a scrivere i loro progetti. Per me, invece, era il primo e quando ho deciso di uscire dalla comfort zone ho scelto un’iniziativa promossa sui canali social di Erasmus+ Projects

Sebbene la maggior parte delle persone giovani pensi che l’Erasmus consista in uno o più semestri presso un’università europea, esistono molte altre possibilità accessibili, con un rimborso corrisposto dall’Unione Europea. Quest’ultima finanzia, infatti, progetti di breve durata (da una a più settimane) con temi specifici quali la comunicazione, la sicurezza alimentare, lo sport e il benessere psico-fisico, il teatro e la danza, le questioni europee e molto altro. Esistono vari tipi di progetto: gli youth exchange, scambi giovanili tra pari che prevede l’uso di competenze non-formali per l’apprendimento e i training course (corsi di formazione), che sono più specializzati e tecnici, fino alle esperienze di volontariato (lo abbiamo raccontato anche qui).

Con curiosità mi sono ritrovata, quindi, in uno scambio giovanile in Lituania, precisamente a Marijampolė, il cui nome – per chi avesse quest’interesse – si legge tale e quale a come si scrive. Dopo un viaggio in autobus tra boschi e case che sembravano uscite da racconti per bambini, con tetti spioventi, fiori alle finestre e pareti color pastello, ho avuto l’opportunità di visitare una città tra le più verdi e pulite che abbia mai visto, con parchi immensi e murales, che davano una sensazione di serenità. 

foto di Gabriele Esposito

L’obiettivo del progetto “Me, myself and I” era sviluppare una consapevolezza profonda di sé e degli altri e richiedeva uno sforzo più collettivo che individuale, tale da costruire un legame tra persone che trasportano un bagaglio personale e culturale diverso. 

La giornata tipo era composta da un workshop organizzato dall’associazione ospitante o dallə partecipanti, un’attività basata sulla meditazione, come un giro in kayak sul fiume Šešupė e la sessione di Sound Therapy, meditazione di circa un’ora con strumenti di vario tipo che simulano i rumori della natura e vibrazioni simili a una ninna nanna (o almeno così mi è parso di capire). Di quest’ultima attività, in particolare, ognunə ha avuto la propria percezione: alcuni hanno anche dormito, altri hanno provato sensazioni più o meno piacevoli, se non ansia.

Ho condiviso queste esperienze incredibili con una trentina di ragazzə dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Polonia e dalla Lituania. Abbiamo parlato di emozioni, utilizzando la creatività per condividerle e imparando come riconoscerle negli altri, anche tramite la comunicazione non-verbale: le espressioni del volto, i sospiri e le ansie che puoi percepire porgendo la mano a qualcuno.

Se vissuto in modo positivo, l’Erasmus contribuisce a creare legami profondi tra culture, consente a giovani europeə di visitare altri Paesi e ricevere una formazione di qualità. #sdg4

foto: Courtesy of Vladas Polevičius and me

Francesca Cesari