Un quaderno rosso 

Un giorno sono venuta da te e ti ho detto «Devo partire».

«Come partire?».

«Devo partire. Nulla di serio, 5 giorni. Io, le montagne e uno zaino con solo l’essenziale».

«D’accordo».

«Sì, devo proprio partire».

«Mi scriverai?».

«Non posso. Il telefono lo terrò spento e lo accenderò solo in caso di emergenza».

«E allora scrivi su carta».

«Come scusa?».

«Scrivi su carta. Porta un quaderno e una penna con te e scrivi tutti i giorni. Scrivi quello che vedi, scrivi quello che pensi, scrivi quello che vuoi, però scrivi. Così quando tornerai leggerò tutto e mi sembrerà di esserci stato anche io tra quelle montagne».

Però, non era male come idea. Io, le montagne, uno zaino con solo l’essenziale e un piccolo diario da portare con me.

Così il giorno dopo sono andata a comprare un quaderno rosso e ho iniziato a scrivere: 

21 luglio 2020,

Devo partire. Non ho ancora deciso dove andare, ma qua non ci posso più stare. La città mi piace, ma a volte mi sento soffocare da… Non lo so, da tutto questo credo. Che poi “tutto questo” non so nemmeno bene io cosa sia. Ho bisogno di passare del tempo con me stessa, con la natura. Ho bisogno di riscoprirmi bambina mentre cammino tra gli alberi e di riconnettermi con la mia essenza. 

Ho 25 anni, ho finito l’università, non so cosa fare della mia vita adesso. Ho paura di non potermi più sentire libera.

Ho chiuso il quaderno rosso e ho aperto il PC per digitare “trekking 5 giorni Italia”. Il primo risultato dice “Via degli Dei”, ci clicco sopra: da Bologna a Firenze, 130 km, dislivello impegnativo per me. Lo voglio fare.

24 luglio 2020, ore 06.27

Sono sul treno, direzione Bologna.

Sono partita davvero. 

Questa è una di quelle cose che fino a due anni fa non pensavo avrei mai fatto. E se devo essere onesta, nemmeno adesso sono sicura di quello che sto facendo. Ho paura. Ma è normale avere paura, no? Forse è un buon segno, perché sto uscendo dalla mia routine e sto cambiando. E quando si cambia si ha paura per il semplice fatto di star facendo qualcosa di nuovo.

Secondo me questo ragionamento ha senso.

Lo zaino che ho messo sul sedile di fronte al mio è più grande di me, credo di aver sbagliato qualcosa. Però va bene così, sono felice di tutti gli sbagli che ho fatto fino ad ora perchè mi hanno portata fino a qua, sul sedile di questo treno a scrivere su questo quadernino rosso.

Ho paura, ma mi scoppia il cuore di gioia

Mi sento libera, mi sento piena di vita.

Sto seguendo il mio istinto.

© Credit immagini: Foto di suraj kardile su Unsplash

Melda Mehja

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