Le campane non hanno ancora suonato, i rumori del traffico sono deboli, l’atmosfera è ovattata.
Sento chiaramente solo il cinguettio degli uccelli che si sono svegliati prima di me. Sento pace e serenità.
Allungo la mano sul comodino per prendere il telefono. Accendo lo schermo: un quarto d’ora alle 8.
Fuori il sole è già troppo caldo e noi ce ne stiamo distese a letto, con una lama di luce che filtra dalle tapparelle e ci illumina le gambe.
Mi metto su un fianco per guardarti. Sei sveglia pure tu.
Per un po’ ci guardiamo, immobili, senza parlare – sai quanto odio qualsiasi suono appena sveglia.
Una ciocca di capelli tradisce il tuo aspetto sempre ordinato e curato. Gli angoli delle labbra mi si incurvano verso l’alto mentre immagino te davanti allo specchio che provi a domare la ciocca ribelle. Irritata bagnerai le dita d’una mano e spingerai i capelli verso il basso, provando ad appiattirli. E alla fine so che uscirai impeccabile come sempre.
Dopo un intervallo di tempo che mi è sembrato sufficientemente lungo, rompo questa quiete e sollevo il mio braccio destro, ti scosto i capelli e inizio a percorrere con le dita i lineamenti del tuo viso. Parto dall’attaccatura dei capelli e lentamente scendo in linea verticale: percorro una breve salita verso la cima del tuo naso a punta, per poi scivolare rapidamente sulle tue labbra. Labbra morbide, carnose, che con presunzione a volte ho creduto di conoscere a memoria, ma che continuo a scoprire adesso con il mio indice. Scivolo lungo il mento, «è troppo sporgente» ti lamenti tu, ma a me piace tanto.
E via daccapo. Partendo dal mento questa volta. Deviando sulle guance, per accarezzarle con il palmo e il pollice, per sentire tutto il calore del tuo viso. Riprendo il cammino con l’indice e questa volta passo attorno agli occhi, soffermandomi sulle sopracciglia.
Porto entrambe le mie mani al tuo volto, lo avvolgo e lo accompagno verso la mia bocca. Ti sussurro parole che sono solo nostre e ti bacio la fronte, il mento, il naso, le labbra.
Amo questo momento di completa connessione. Siamo tu ed io. Il resto non esiste.
La sveglia suona e noi ci alziamo.
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Melda Mehja
Meraviglia.
Mi sembra di aver appena letto il concetto di “Intimità”.