Se vi dicessi che al mondo esistono case costruite con i rifiuti?

Ebbene sì, Michael Reynolds, architetto statunitense, ha ideato un tipo di abitazione, chiamata Earthship, dove i muri sono fatti di paglia, argilla e… pneumatici! Esattamente: i muri portanti sono costruiti con gomme riempite e coperte di terra, rendendo le pareti termo-resistenti, adatte a quasi ogni tipo di clima. Gli altri muri, invece, utilizzano argilla e paglia con l’aggiunta di altre componenti come bottiglie di vetro e lattine, dando anche vita giochi di colore e riflessi.

Immagine1.jpgOgni elemento della casa non mira solo al riciclo, ma a contenere i consumi, con una conseguente diminuzione dei costi e, grazie alla personale produzione di energia, così, l’intera casa riduce il suo impatto sia sull’ambiente che sul portafogli.

Ma come funziona esattamente una Earthship?

Prima di tutto, la casa si scalda e si raffredda da sola, senza utilizzo di elettricità, grazie alle masse termiche che vengono a crearsi con gli pneumatici: il sole durante il giorno scalda penetrando attraverso le finestre; la sera, quando le temperature calano, il calore viene rilasciato creando un ambiente confortevole.

Immagine2.jpg

Ogni struttura, inoltre, è dotata di pannelli solari e pale eoliche per la produzione di energia pulita, alimentando la casa autonomamente e senza danni all’ecosistema.

Oltre a ciò, ogni costruzione raccoglie acqua piovana e neve ed è dotata di cisterne con un sistema di filtraggio efficiente. Vi è poi un impianto che si occupa, grazie al calore solare, di riscaldare l’acqua per lavarsi, lavare i piatti e fare il bucato. L’acqua sporca fluisce in celle botaniche interne dove viene trattata e pulita da piante, rendendola riutilizzabile, quando necessario, per lo scarico.  L’acqua del bagno viene poi mandata a una cisterna settica diversi tipi di piante la purificano, evitando la necessità di utilizzo delle fognature.

Immagine3.jpgSe tutto questo non bastasse, è stata recentemente aggiunta la personale e autonoma produzione di cibo. Vi sono infatti installazioni idroponiche, ovvero senza terreno (eliminando quindi dall’equazione i virus provenienti da esso): piantagioni sospese e verticali in serra di erbe, peperoni, pomodori, cetrioli e altro ancora.  

Se pensate che questo tipo di casa possa fare al caso vostro, potete commissionare una Earthship personale a un team di esperti che inizieranno la costruzione.

Per chi è invece meno convinto, e vuole ‘provare con mano’, c’è la possibilità di visitare e soggiornare in una Earthship.

Se invece vi piacerebbe essere parte attiva di questa realtà, esiste una vera e propria Accademia a Taos dove è possibile imparare i design principali, i metodi di costruzione e comprendere la filosofia che sta dietro questo progetto. Dalla teoria alla pratica, gli ‘studenti’ saranno guidati dai costruttori delle Earthship e potranno aiutare a estendere le costruzioni a livello mondiale. Non sono richiesti requisiti particolari, non importa chi siate o cosa facciate nella vostra vita: tutto quello di cui avrete bisogno sarà passione, interesse e  l’essere pronti a un profondo lavoro di squadra. Tentar non nuoce, se poi è per una buona causa, tanto meglio.

Immagine4.jpg

Alla fine di del 2018, dal 5 novembre al 2 dicembre, la Earthship Academy sarà impegnata in Giappone, nella città di Mima, Tokushima, dove verrà insegnato come costruire la propria casa autonoma ed ecosostenibile. Questo progetto va oltre: la compagnia si occupa anche di opere pubbliche, più ampie, che hanno un impatto umano oltre che mirato alla salvaguardia del pianeta.

I progetti già completati includono, ad esempio, una collaborazione che nel 2016 portò alla costruzione della prima scuola pubblica autosufficiente ed ecosostenibile in Sud America, nella località uruguayana di Jaureguiberry, seguita nel 2018 da una scuola di Mar Chiquita, nella provincia di Buenos Aires.

Un altro importante progetto è ancora in corso. Il primo febbraio di quest’anno, dopo il terribile uragano Maria che ha devastato Puerto Rico nel settembre 2017, la Earthship Biotecture si è recata sul posto per avviare un nuovo progetto di costruzione autonoma e resistente ai tornadi.

A oggi sono state completate le prime due fasi del progetto, di cui è possibile seguire i passi, giorno dopo giorno, grazie a video che ne hanno documentato gli sviluppi, fornendo una descrizione quasi giornaliera dei lavori in corso, attraverso i quali si può assistere direttamente all’edificazione delle diverse parti, dalle fondamenta ai tetti.

 

L’inizio della fase tre è prevista per gennaio 2019. Le iscrizioni per prendere parte al progetto sono ancora aperte, quindi se dal 6 al 21 gennaio non avete impegni e vi sentite pronti per aiutare Porto Rico a rialzarsi, eccovi l’occasione giusta. Ogni centesimo raccolto sarà impiegato direttamente per l’acquisto di strumenti e materiali per la costruzione.

Monica B.

© Credit immagini: link

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...