Ieri sera al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano è andata in scena la seconda e ultima replica di Ci avete rotto il caos, spettacolo dalle tinte forti che ha lasciato un segno nel pubblico.

Il pezzo, scritto e recitato da attori detenuti della Casa di Reclusione di Milano-Bollate, rappresenta una delle tante iniziative svolte nelle carceri italiane che concorrono a rendere la pena un momento effettivo di «rieducazione del condannato», secondo l’articolo 27 della Costituzione. Lo spettacolo è andato in scena al Piccolo anche grazie alla promozione del Consorzio VialedeiMille che si occupa di reinserimento sociale e lavorativo fuori e dentro gli istituti di pena e grazie al supporto e alla guida di due professioniste, Matilde Facheris e Michelina Capato.

Il pubblico, forse, si sarebbe aspettato uno spettacolo amatoriale, non trattandosi di attori professionisti, invece i detenuti hanno tenuto il palco alla perfezione, sorprendendo tutti i presenti. Ci sono stati alti picchi di recitazione testimoniati da generosi applausi e standing ovation conclusive. Sono stati tanto bravi da far quasi dimenticare che si trattasse di persone non abituate a calcare le scene.

Quasi perché, in realtà, la storia rendeva difficile dimenticarlo.

teatro-carcere.jpgInfatti, lo spettacolo si è aperto con scene di violenza e bullismo, dipinte senza mezzi termini, provocando un certo disagio nello spettatore: rabbia e prepotenza per sentirsi parte del “gruppo”. Poi, un tono più riflessivo, al contempo scherzoso ma dal gusto agrodolce. Un giovane si confronta sulla brutta piega presa dalla sua vita con un elegante Diavolo rosso e nero, le Idee di un futuro mancato, il Bene e una Coscienza un po’ fuori dagli schemi che arriva in vestaglia perché non è stata utilizzata quasi mai. Alla fine, il trionfo del Bene che ribalta le scene iniziali, senza assumere toni melensi.

Usciti da teatro gli spettatori sono tornati a casa pieni di pensieri e anche gli attori, dopo essersi raccontati attraverso lo spettacolo, sono tornati alla loro Casa. Di Reclusione, ma dopo un’ora di innocente evasione.

Carolina S.

 

©Credit images: link + link

 

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