Milano è una città con tanti pregi, ma ha – nessuno è perfetto – un grosso difetto: l’inquinamento. Seconda in Italia solo a Torino per livelli di smog, i suoi cittadini cercano di fare quel che possono per conviverci. Molti, per esempio, vanno in giro in bicicletta: un buon modo per ridurre il traffico di mezzi di trasporto inquinanti, che permette anche di fare un po’ di sport (i milanesi adorano essere multitasking), spostarsi velocemente (ogni minuto è prezioso nella frenetica Milangeles) e da oggi… essere solidali!

Infatti, un gruppo di giovanissimi tra i 17 e i 23 anni ha fondato Ciclochard, associazione che intende creare una ‘ciclofficina solidale’ in cui impiegare a rotazione i senzatetto. L’idea nasce dall’incontro di questi ragazzi con chi vive per strada nell’ambito del gruppo parrocchiale Adelphoi di Santa Maria del Rosario. Hanno stretto rapporti di amicizia con queste persone, rimanendo colpiti dalla mancanza di speranza e di fiducia in loro stessi e nella società che trasparivano dai loro discorsi.

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Rendendosi conto che la semplice assistenza in strada non è abbastanza per far loro ‘cambiare rotta’, hanno deciso di fondare la ciclofficina: un luogo che faccia da ponte e da spinta per tornare nella ‘società normale’. «Siamo ragazzi, non abbiamo l’ambizione di dire che possiamo reinserire queste persone nella società. Cerchiamo solo di riavvicinarli creando un ambiente in cui venire a stare dapprima semplicemente in amicizia, e poi, una volta che la relazione si è stabilita, anche prestare il proprio impegno rispettando degli orari fissi» racconta Chiara Mantellini, una dei fondatori.

Cilclochard è nata neanche due anni fa e conta già una cinquantina di soci, tutti giovani e appassionati al progetto. Il lavoro è tanto e complesso, partecipare ai bandi del Comune per ottenere un posto in cui avviare l’officina non è banale, «ma siamo tutti entusiasti, alle riunioni anche l’ultimo arrivato può dire la sua. Essere così giovani è anche un vantaggio: l’ottimismo e le idee non mancano mai!» aggiunge Chiara. Da settembre contano di iniziare a lavorare, forse addirittura avviando una ciclofficina in versione ‘itinerante’.

Nel frattempo, i ragazzi stanno facendo rete con altre associazioni e ciclofficine impegnate nel sociale. Insomma, c’è tanto da fare.

Allora cosa aspetti?! Se ti piace l’idea vai sul sito di Ciclochard, associati e se ti diverti anche ad aggiustare biciclette diventa un volontario!

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Carolina S.

© Credit immagini: link

 

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