Una tazza di tè caldo, un buon piatto di pasta accompagnato da due chiacchiere e una branda su cui dormire: pochi semplici elementi che fanno la differenza per chi vive sulla strada durante i mesi più freddi dell’anno. Alle 7.30 del mattino ogni ospite lascia la struttura, sapendo però che alle 19.30 troverà di nuovo un pasto caldo e un po’ di compagnia.

È nella ex-scuola di corso di Porta Vigentina, 15, a Milano, che i senza fissa dimora hanno la possibilità di rifugiarsi nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, quando il freddo invernale si impossessa dell’atmosfera cittadina. Grazie all’iniziativa di Emergenza freddo sono circa quaranta i senzatetto che affrontano l’inverno con un aiuto in più. Un gruppo di volontari si organizza in turni di circa sei persone per offrire assistenza ai clochard durante la notte.

 

L’operazione di soccorso è nata nel 2016, quando il comune ha dato in gestione alcuni spazi della scuola in disuso a questa piccola organizzazione. Due piani della struttura sono stati completamente ripuliti e risistemati per dare avvio all’operazione. Oggi lo spazio è ben organizzato all’accoglienza: al primo piano ci sono i bagni, una piccola lavanderia, una sala giochi ed una stanza dove si svolgono le lezioni di italiano per gli stranieri. Al piano superiore troviamo invece il refettorio e i dormitori.

Emergenza freddo non si riduce a una semplice risposta ai bisogni primari di alcune persone in difficoltà, ma diventa anche un’occasione di integrazione. Chi si trova ai margini della società qui è ben accetto. La mission è proprio questa: fare sentire loro a casa propria.

Isabella S.

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