Quella che oggi i genovesi conoscono come via Garibaldi, fino all’Ottocento era chiamata via Aurea, famosa per i suoi sontuosi palazzi – ora prestigiose dimore delle nobili famiglie genovesi, ora alloggi di viaggiatori illustri in transito nella città per visite di stato.

Nei mesi estivi, la via si affolla di turisti stranieri e crocieristi provenienti da tutto il mondo, sbarcati a Genova per fare il tour della famosa via Garibaldi o, come la definiva Madame de Staël, Rue des Rois, la via dei Re.

Ma vediamo più da vicino in cosa risiede tale eleganza e bellezza e ripercorriamo i passi di una breve esperienza turistica nel cuore del centro storico di Genova.

Passando per piazza delle Fontane Marose, definita così in ricordo delle giovani donzelle che venivano qui a lavare i panni e mercificare il proprio amore, si scorge la targa marmorea affissa su uno dei palazzi che recita: via Garibaldi, già Strada Nuova. La nostra attenzione viene subito catturata dalla presenza di una sontuosa via e dei suoi magnifici palazzi, meglio conosciuti come Rolli (antico nome, storpiatura del termine ‘rotoli’, in riferimento a quelle liste di palazzi più ricchi, che facevano da ‘alberghi’ di lusso della città, ndr.).

Addentrandoci, ci accorgiamo che la loro bellezza sta nella particolarità stilistica. Costruiti su numerosi piani, si compongono di imponenti atrii e ampi terrazzamenti. La progettazione di Strada Nuova risale alla seconda metà del Cinquecento. La si deve a quell’ingegnoso allievo di Galeazzo Alessi di nome Bernardino Cantone e al famoso pittore fiammingo Pieter Paul Rubens, che ne realizza la rappresentazione prospettica dei suoi edifici. Rubens non solo lascia traccia a Genova della sua arte tramite dipinti e studi architettonici, ma contribuisce con i suoi disegni preparatori alla diffusione dello stile rinascimentale genovese nel Nord dell’Europa.

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Avventurandoci in uno di questi palazzi, siamo immersi in ambienti che duettano con lo spazio interno ed esterno, attraverso grandi cortili porticati alternati a eleganti stanze con di stucchi e affreschi. Non è solo questo che sbalordisce. L’inedito sviluppo dei palazzi in altezza, anziché in larghezza, ha permesso la stratificazione e la fusione di stili diversi.  Ecco allora che il Rinascimento incontra il Barocco seicentesco di giardini e stanze che, con i loro giochi illusionistici di affresco e stucco – i trompe-l’oeil –, ingannano l’occhio attento.

A questi escamotage stilistici si uniscono interventi ottocenteschi come la realizzazione di nuovi appartamenti ai piani superiori. È il caso di Palazzo Rosso, che ha introdotto nel corso dell’Ottocento le mezzarie superiori per ospitare nuovi abitazioni nobiliari. Palazzo Rosso è un exemplum di eleganza e originalità stilistica, con l’aggiunta di una vista panoramica mozzafiato, per la presenza di una terrazza superiore, dalla quale possiamo ammirare dall’alto la Superba Genova. Il nostro sguardo, oltre a ricadere sulla Lanterna e sull’antico Porto di Genova, è catturato ora dalla bellezza delle facciate di alcuni Rolli,  Palazzo Bianco e Palazzo Tursi, ora dai tetti delle case e dalle cupole delle chiese medievali che si inseguono nei vicoli del centro storico della città.

Ecco allora che partendo da Via Garibaldi possiamo rapidamente innamorarci di Genova: la bella Zêna!

Marta

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