Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi.

Così Amedeo Modigliani ci allunga la mano per invitarci nel segreto della sua pittura. Non si può rimanere indifferenti davanti ai ritratti del genio toscano. Lo si può disprezzare, amare, rifiutare, acclamare. Ma se ti capita di trovartici di fronte, non hai scelta. Forse musei e gallerie lo dovrebbero scrivere: sconsigliato l’ingresso a chi evita le emozioni.

Nell’opera di Modigliani il contrasto tra luce e ombra, tra bene e male, è reso in modo sottile, elegante e ordinato. Non si aggiunge violenza al mistero – sarebbe banale, scorretto e inutile. La sua arte non ha bisogno di artifici. Porta un messaggio universale con l’umiltà di un mistico orientale.

L’asimmetria dei volti non scoraggia l’osservatore sensibile perché lì dentro è nascosto l’equilibrio. La bellezza passa attraverso la sofferenza, è inevitabile. La fragilità ci accompagna al senso, ma dobbiamo riuscire a non temerla, come ci ha insegnato con il suo pennello.

Tra l’innocenza di Dedo, soprannome dell’infanzia e degli amici sinceri, e la disperazione di Modì, per assonanza con maudit (maledetto), si è creata una connessione con forze più grandi, forze che l’artista intuisce e rispetta. Quegli occhi assenti sono l’impronunciabilità del Dio di Mosè, sono la resa di fronte al Tutto, il limite che ci porta all’infinito.

Ma la consapevolezza è un percorso senza ritorno. Il limite, una volta scoperto, non si può rinnegare. Così Modigliani si scontrerà, attraverso il folle amore per Jeanne, con la legge della sua stessa anima: dipingerà i suoi occhi.

Giuseppe

Inaugurata il 16 Marzo, la mostra rimarrà aperta fino al 16 Luglio 2017 a Palazzo Ducale (piazza Matteotti, 9, Genova) dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 19:30 e il sabato dalle 9:30 alle 22. Per info e prenotazioni: link.