Dal sogno all’azione, con stile Equo e Solidale 

 “se uno sogna da solo il suo rimane un sogno, 

ma se si sogna insieme il suo è già l’inizio

della realtà.”

Dom Helder Pessoa Camara

«Nel 2004 è nato un sogno che da vent’anni è realtà. Abbiamo sempre partecipato al sostegno di realtà missionarie attraverso la parrocchia, ma questo non ci bastava più: volevamo trasformare la nostra intenzione in azione ed è così che il nostro sogno ha messo radici.»

Ed è così che nel Canavese è arrivato l’equo e solidale.

Nel 2004 è nata la bottega Equ’azione a Nole Canavese , un’associazione di promozione sociale di dieci volontarie che, insieme alla grande famiglia del commercio equo, non solo sognano, ma contribuiscono alla costruzione di un mondo migliore. 

Oggi hanno deciso di raccontare un po’ la loro storia per poter connettersi anche con chi, questa grande famiglia, non la conosce. 

La biografia di questa piccola bottega è espressione concreta di una scelta politica: la volontà di agire per essere parte di un cambiamento positivo, lasciando un’impronta, in questo caso, con stile “equo e solidale”.

«Tutto è iniziato nelle prime bancarelle delle fiere di paese, in cui esponevamo prodotti alimentari provenienti dal sud America, dall’Asia e dall’Africa come il tè, il caffè, lo zucchero e il cacao, in tutte le loro espressioni. Per noi, non rappresentavano solamente alimenti, ma erano – e sono tuttora – il frutto di pure competenze e abilità, piena espressione del lavoro di produttori e della realizzazione di persone.  Portare dunque nel nostro territorio questi prodotti artigianali come il risultato dell’identità di queste realtà produttive, da una parte ci sembrava il modo migliore per esserne sostegno, e dall’altra il modo più semplice per arrivare a toccare da vicino la nostra gente.

E come poter eguagliare queste due componenti importanti? 

Be’, attraverso un’equazione

Così iniziò il nostro viaggio nel commercio Equo e Solidale, con l’obiettivo di essere un elemento di cambiamento nel commercio consumistico e un punto di riferimento costante per il nostro territorio, il Canavese.»

Passando di fronte alle vetrine della bottega, sono i colori e l’originalità dei prodotti che catturano l’attenzione: dagli alimenti alla cosmesi, dall’artigianato di borse e gioielli agli equotube del turismo responsabile. 

Tutti questi prodotti sono parte di vari progetti sviluppati da cooperative sostenitrici del mercato fairtrade (come ad esempio altromercato o equomercato) che adottano comunità di produttori locali del Sud del Mondo e si fanno garanti che il loro lavoro rispetti tutti quei criteri del commercio Equo e Solidale, i quali, in parole che ci risuonano familiari, proteggono e rispettano i diritti delle persone e tutelano la biodiversità del pianeta

Le vetrine della bottega invece, fanno da specchio a tutto questo mondo di giustizia sociale e lo riflettono alle persone del Nord del Mondo, sensibilizzando e consapevolizzando il cliente sul potere che ha la scelta della spesa, anche solo di un singolo pacco di caffè. 

Infatti, a volte, un qualsiasi prodotto abituale, ma del commercio fairtrade, può avere un costo un po’ più alto rispetto alla norma. Tuttavia, in questo prezzo, traspaiono i costi di tutto un iter di produzione le cui fondamenta non prevedono né sfruttamento né povertà. Scegliere quindi di comprare quel prodotto – quel singolo pacco di caffè – significa scegliere di disinnescare un meccanismo di puro guadagno a discapito delle fasce lavorative più deboli.

mazzetto di chicchi di caffè

Se porti un paio di orecchini realizzati in Cambogia, non stai semplicemente portando un paio di orecchini. Stai riciclando la morte -il metallo delle mine antiuomo- rendendola vita. 

Se viaggi con un equotube in Vietnam, non solo vedrai i suoi angoli nascosti, assaporerai le sue terre sconosciute e conoscerai la sua umanità. Ma contribuirai al protagonismo e al rispetto della sua identità.

Se  indossi un vestito nato dalla trasformazione di un Sari, stai indossando la lotta per l’equità di genere delle donne indiane.

«Nella nostra bottega, l’imballaggio di alcuni prodotti, viene realizzato da  iniziative locali di promozione umana e sociale. Non è solo un imballaggio per noi e per il nostro territorio, ma è la scelta politica di partecipare attivamente al nostro cambiamento, nostro come singole persone, nostro come mondo.»

Virginia Galizia

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