Terapia musicale

La musica è uno spazio personale e in quanto tale suscita ad ognuno emozioni diverse. Molti associano, attivamente o non, le canzoni a memorie, luoghi, persone. Nei momenti difficili si sceglie di ascoltare queste melodie per liberare la mente, ricordare un momento di spensieratezza, immaginarsi in un luogo rilassante, affiancarsi a delle persone speciali. Si può quindi affermare che per tutti la musica è terapeutica, anzi è forse il vero motivo per cui la ascoltiamo.

Definiamo però il concetto di terapia in ambito scientifico ovvero con lo scopo di curare una patologia. Per quanto nel momento lo possa sembrare, il termine malattia non può certo essere applicato al termine di una relazione; dunque, le ore successive passate ad ascoltare musica romantica non sono terapia. 

Per quanto sia vero che le emozioni che quotidianamente vengono sopresse oppure alimentate dalla musica non siano il vero scopo di questa terapia, i motivi per cui questo succede servono a combattere patologie mentali. 

Ad esempio, una persona che soffre di demenza ha spesso parti del cervello malate ed altre sane. Quando in gruppo si canta una canzone, che ricorda al malato dei momenti specifici, la parte sana del cervello riesce non solo a rievocare queste memorie ma a ricordare il testo della canzone e permette al paziente di cantare insieme agli altri. Questi esercizi possono aiutare il paziente a preservare le parti sane del cervello.

La terapia musicale si è dimostrata utile nell’affrontare problemi di: comunicazione, autoespressione, autostima. In ambito medico ha contribuito a: cure palliative, gestione del dolore e sviluppo di persone autistiche.

Oltre a questi temi prettamente mentali, si sta sviluppando una branca di terapia musicale che serve ad assistere pazienti con problemi fisici. Imparare a suonare uno strumento musicale richiede le giuste doti di coordinazione. Per un paziente che soffre di Parkinson riuscire a suonare degli accordi su una chitarra può essere complicato, ma lo aiuta a ripristinare lentamente dei movimenti efficienti. Per pazienti con meno mobilità esistono degli strumenti creati su misura per farli esercitare. 

Questa terapia innovativa ha diverse promettenti applicazioni ed è giusto abbracciarla e volerla comprendere più a fondo. È importante però capire, che nonostante la musica sia accessibile a tutti non significa che siamo in grado di utilizzarla in modo terapeutico. Quindi apprezziamo il meraviglioso mondo della terapia musicale ma trattiamolo come un ambiente professionale.

Iacopo Guiducci

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