La cura all’interno dello spazio scenico

Come attore/attrice, di cosa devo prendermi cura quando sono in scena? 

E come faccio a prendermi cura di ciò che sta accadendo?

Declan Donnellan riassume quello che crea l’evento teatrale con la frase: «No! There’s you, there’s me, and there’s the space». Il “No!” iniziale indica il conflitto, senza il quale il Teatro non può esistere. Il resto è facilmente traducibile: «Ci sei tu, ci sono io, e c’è lo spazio». La prima cosa di cui io sono responsabile quando sono in scena è l’altro: lo sguardo e l’ascolto verso il mio partner in scena sono fondamentali, la mia attenzione e il mio respiro verso lui o lei ci permettono di vivere in scena per davvero. La relazione con lo spazio è la stessa: come entro in quello spazio? Come lo guardo? Come lo ascolto? Come ci respiro dentro? È piccolo? È grande? Lo conosco? Mi ci muovo dentro con familiarità, o con fatica? Come uso la voce e il corpo in quello spazio? Lo spazio vive grazie al fatto che noi lo occupiamo, ma se in scena entra un corpo vuoto, non in relazione con niente, tutto sarà inutile. Alla luce di tutto questo, la risposta alla seconda domanda è che tutto quello che devo fare per prendermi cura di ciò che succede in scena è guardare, ascoltare, respirare. “Sentire” il pubblico e chi è in scena con me. Ma soprattutto, secondo me, dobbiamo divertirci. Il pubblico lo sa se ci stiamo divertendo. A prescindere dalla tecnica, dalla formazione, dal testo, dalla regia. Se attori o attrici in scena si divertono, se giocano, è tutto più bello. “A play is play”.

Claudio

Fondamentale è mantenere una perfetta attenzione su quello che si sta facendo in scena. E questo può avvenire solo se c’è stato un ottimo studio del personaggio. Importante è anche ragionare per azione e non cercare l’emozione, perché così ci sono più possibilità di perdere l’attenzione e uscire dal personaggio. Inoltre, bisogna avere ottimi piani di ascolto che permettano di capire la necessità e il bisogno di chi è in scena con te: in questo modo si riesce a mantenere alta l’attenzione e l’energia. Quindi ti prendi cura di quello che accade in scena se non ti focalizzi solo su bisogni e necessità del tuo personaggio, ma cerchi di entrare in connessione con gli altri.

Alessandra

Occorrono ascolto e attenzione, oltre che essere ben predisposti ad accogliere eventuali stimoli esterni. Si può avere cura di conoscere il testo a livello artistico e a livello tecnico, inoltre penso sia opportuno creare coesione tra gli attori. Il risultato di questi accorgimenti, che nasce dall’affiatamento della compagnia e dalla conoscenza del testo, è il ritmo, che è forse (per me) la cosa più importante di tutte. Una volta che si è trovato il ritmo interno dello spettacolo, il gioco è praticamente fatto.

Edoardo

Devo prendermi cura di tutto! Rimango vigile e concentrata, rimango nel personaggio ma con le orecchie bene aperte: sto in ascolto e mi metto a disposizione dei miei colleghi per qualunque evenienza.

Assia

Credo di dovermi prendere cura della scena globalmente, cioè seguire con attenzione cosa fanno colleghi e colleghe sul palcoscenico, cogliere i feedback del pubblico e capire come procede il ritmo, oltre che valutare la gestione di eventuali necessità. Come farlo: prestando massima attenzione durante le prove, anche quando non sono in scena, per avere coscienza totale del copione e del metodo di lavoro delle altre altre persone che saranno in scena con me, e poi ovviamente dando tutto me stesso durante la rappresentazione.

Enrico

Stare in scena richiede grande attenzione. L’attenzione e l’ascolto degli altri e dello spazio che occupiamo è fondamentale: è una pratica complessa che richiede concentrazione, continua cura e moltissima fiducia. La relazione con gli altri e con lo spazio in cui siamo è davvero essenziale, entrare in relazione è la chiave per stare in scena in modo consapevole e attivo

Giulia

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