Non ricordo quando ho deciso cosa avrei fatto da grande, ma mi ricordo che quando me lo chiedevano rispondevo con convinzione che avrei fatto l’attrice.
Studio recitazione da quando avevo 11 anni ed è stata senza dubbio una costante durante tutti i vari periodi della mia vita. A partire dagli anni delle medie e passando poi per quelli delle superiori, mentre studiavo lingue. Entravo in teatro e lì era un po’ il mio posto al sicuro, quindi dopo il diploma la scelta di continuare gli studi artistici aggiungendo alla recitazione anche lo studio del canto e della danza è stata a dir poco naturale.
Non sono stati anni semplici, mi hanno messa a dura prova, ma ho affrontato il percorso accademico con la convinzione che quello sarebbe stato il lavoro che volevo fare per tutta la vita.
Ho concluso i tre anni di accademia con uno spettacolo a cui tengo moltissimo e che mi ha regalato molto sia a livello artistico che umano.
Ma dopo la laurea in recitazione mi sono sentita persa: tutta la sicurezza che avevo sempre avuto fino a quel punto della mia vita sembrava essere svanita, e mi sono ritrovata a navigare nelle acque sconosciute dell’insicurezza. All’inizio sembrava la cosa peggiore che potesse mai essermi successa, ma adesso, guardandomi indietro, capisco che questa situazione in cui mi trovavo mi ha aiutata a riscoprire una cosa che per tanto tempo avevo dato per scontato: stare in teatro.
E allora, proprio nell’ultimo anno e mezzo, ho scoperto che il teatro può essere ovunque, in ogni luogo. Per dire di essere in teatro non c’è bisogno che ci sia un palcoscenico, oppure che ci sia la buca per l’orchestra, o ancora che sia presente una platea con delle poltrone eleganti e imbottite. Il teatro è davvero in ogni spazio, purché ci siano in esso persone disposte ad ascoltarsi e a stare insieme, qui, ora, nel presente.
Ecco, teatro, per me, vuol dire esserci nel qui ed ora. Non è mica facile, anzi, è una delle cose più difficili che io abbia mai sperimentato, ma è tremendamente necessaria. E soprattutto è una cosa che nessuno di noi, o quasi, è tanto abituato a fare. Ma fortunatamente è un’abilità che si può allenare e se avrete voglia di farlo insieme, vi porterò “In Teatro” con me.
Giulia Facchetti
Crediti immagini: Courtesy of Giulia Facchetti