Mi sono innamorato di te, un autunno

Mi sono innamorato di te, un autunno. Girovagavi con il tuo cappotto bordeaux per il viale di aceri rossi di fronte al mio negozio, a passo lento. Mi sembrava di sentire da qui lo scricchiolio delle foglie secche che calpestavi delicatamente, non era tua intenzione ferirle. Tenevi in mano una tazza fumante di tè, con una spolverata di cannella e un biscotto alla zucca, le nostre specialità. Non eri di qui, non so dove abitassi, non avevamo mai parlato veramente. Una volta ci incrociammo proprio per quel viale, io ero un po’ di fretta, ma incontrai il tuo sguardo tiepido e mi salutasti con un sorriso. Rallentai anche io il mio passo, mi voltai, ma tu mi stavi già guardando.  Nell’ora del tramonto, ti sedevi a bordo del muretto che dava sul fiume e ascoltavi con grosse cuffie qualche canzone, lasciandoti accarezzare le guance dalla gelida brezza. C’era qualcosa in te che mi faceva venire voglia di conoscerti meglio. Non ho mai capito cosa fosse, forse il cappotto bordeaux che tanto ti piaceva indossare, forse il tuo passo dolce, forse il fatto che adoravi la cannella come me. O forse il fatto che durassi come una stagione, comparivi con il primo cielo grigiastro e te ne andavi con il primo profumo di neve.

Così un autunno decisi di regalarti un paio di guanti bordeaux, in tinta con il tuo cappotto. Hai reso quei mesi magici, ogni colore, ogni goccia di pioggia, ogni ramo secco, tutto appariva così diverso ai tuoi occhi, e a me sembrava di imparare nuovamente a conoscere le cose del mondo. E in ogni piccola cosa dell’universo, ricercavo anche un po’ di te. Non rispondevi mai direttamente alle mie domande, ti piaceva leggere le poesie con il calore del fuoco del mio camino e parlare per metafore che non sempre capivo, ma ti coprivano di quell’aria di mistero e di malinconia che sapevo adoravi mantenere.

Una volta ti chiesi perché avessi scelto me. E tu mi hai risposto che fra tutti i posti del mondo, passavi il tuo tempo qui, perché il muretto di fronte al fiume ti faceva sentire viva e quel vialetto di fronte al mio negozio ti metteva pace.

Ti ripetevo come desiderassi che quei mesi non finissero mai, come desiderassi che il tempo si fermasse per non far finire l’autunno.

Poi, con i primi fiocchi di neve, te ne sei andata.

l’amore è un autunno, una volta mi dissi.

Suscita un freddo quasi artistico sulla nostra pelle, dipingendo di puntini le nostre gambe e le nostre braccia. Tuttavia, non è il freddo che i nostri corpi provano, ma vivi, fumano di vapore bollente come la tazza di tè. Rallenta le nostre forze e ci lascia cadere come foglie secche, tra le braccia di un caldo cappotto color bordeaux.  Ti tocca col vento viandante sul bordo del muretto di un fiume e ti calma con i caldi colori degli aceri rossi.

Virginia Galizia

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