Ella non era come le altre. E lei lo sapeva. Slanciata, dalle forme sinuose, silenziosa ma dal carattere forte, Ella era entrata nella vita di Melissa nella primavera del 2020. Sì, esattamente, quella stessa primavera in cui il mondo si era fermato e ciascuno era rimasto confinato nella propria abitazione.
Melissa aveva conosciuto quelli che sarebbero diventati i suoi coinquilini una sera di fine marzo. Seduti intorno ad un tavolo, a scambiarsi le prime frasi per conoscersi, alla domanda «ma secondo voi possono davvero imporre una quarantena anche qui?» Melissa aveva risposto, con il suo simpatico accento «speriamo di no, sono appena arrivata! E la mia coinquilina è insopportabile!». Una grande risata aveva poi riempito il silenzio che aveva seguito quella risposta.
Quando poi la quarantena fu dichiarata, gli stessi ragazzi che aveva conosciuto qualche sera prima proposero a Melissa di trasferirsi nella loro grande casa, poiché sarebbe stato bello tenersi compagnia. Eppure, nonostante l’ambiente giocoso e le tante risate nella nuova casa, a Melissa capitava ogni tanto di sentirsi sola. La lingua, la distanza da casa, la mancanza dei suoi cari e la paura, si mischiavano in un sentimento di solitudine che inondava l’animo della giovane.
Fu così che un giorno, in una delle poche occasioni di uscita – la spesa – la ragazza sentì la presenza di Ella in uno scaffale vicino alla cassa. Da quel preciso momento, quando Ella si mostrò a Melissa con tutta la potenza delle sue grandi foglie, spesse e coriacee di un bel verde brillante, le due furono inseparabili.
Epipremnum aureum, riportava l’etichetta attaccata al suo vaso. Adattamento e resistenza, era il sottotitolo che descriveva le qualità di quella meravigliosa pianta. Se qualcuno glielo avesse chiesto, Melissa avrebbe potuto giurare che, al loro primo incontro, Ella le sorrise.
Così come avrebbe potuto raccontare che, all’arrivo nella sua stanza, fu Ella a decidere dove stare: accanto al letto, non troppo vicina al materasso, non troppo lontana dalla finestra. E fu in effetti Ella a deciderlo, poiché dopo le inspiegabili cadute dai posti dove Melissa aveva deciso di posizionarla, fu chiaro che era inutile ostinarsi a metterla dove lei non voleva stare. Stabilizzata nella nuova posizione, fu Melissa a sorridere a Ella, poiché riconosceva nella testardaggine della sua nuova pianta un po’ della sua.
Da quel giorno, ogni mattina di quella nuova vita, Melissa si svegliava con Ella accanto. Passava infiniti minuti ad ammirare la bellezza della sua nuova amica, l’espandersi delle sue foglie e il mutare del suo verde, in base a quello che lei definiva ‘lo stato d’animo di Ella’.
In compenso, Ella ascoltava pazientemente tutte le confessioni che Melissa aveva voglia di condividere con lei, accettava le dosi sbagliate d’acqua, cercando di far capire a Melissa, in un loro dialogo segreto, i momenti giusti per annaffiarla.
In quei mesi che ora paiono così lontani, Ella si prese cura di Melissa con un’incredibile premura e affettuosità che addolcivano il cuore perso della giovane.
Oggi, a distanza di anni, dopo innumerevoli traslochi e cambiamenti di vita che nessuna delle due avrebbe mai immaginato, Melissa si sveglia sempre guardando la sua ormai gigantesca e rigogliosa amica, che non ha smesso di crescere e meravigliare la sua amata umana. Inoltre, altre cinque piccole rampicanti hanno visto la luce dalla rigogliosità di Ella. Tre piantine si tengono compagnia nel salotto di Melissa, che nel frattempo si è circondata di altre amiche, piante e persone; due mini Ella, invece, Melissa le ha date in dono a due amiche single, affinché possano non sentirsi mai sole.
Mishel Mantilla